Virus Erpetici

Definizione - Epidemiologia

I Virus Erpetici sono virus a DNA con envelope, che appartengono alla famiglia delle Herpesviridae. L’infezione primaria è litica, porta a distruzione della cellula infettata, e la sua durata dipende dallo stato immunitario del soggetto; dopo l’infezione primaria i virus possono rimanere in forma latente e riattivarsi in caso ad esempio di indebolimento del sistema immunitario.

I Virus erpetici sono 8 e danno manifestazioni cliniche diverse, alcune simil-influenzali aspecifiche, altre patognomoniche.

Herpes Simplex Virus 1 e 2 (HSV1-2): infettano le mucose, rispettivamente labiale (Herpes labiale) e genitale (Herpes genitale) anche se il sito di infezione può essere invertito, mentre il sito di latenza sono i neuroni dei gangli sensitivi, che ricevono i nervi efferenti alla zona primaria di replicazione. In genere l’infezione è autolimitante, ma l'infezione neonatale da virus dell'herpes simplex che è solitamente trasmessa durante il parto può progredire verso una malattia disseminata anche letale. In caso di riattivazione le manifestazioni cliniche sono uguali a quelle presenti durante l’infezione litica. Il contagio avviene per contatto diretto.
 

Virus della Varicella Zooster (VZV) o Herpes Virus umano 3: dopo il contagio che avviene per via aerea il virus si replica nelle mucose congiuntivale e respiratoria, poi nelle strutture linfatiche regionali. Dopo 4-6 giorni si ha disseminazione del virus al fegato e ad altri organi seguita da una nuova replicazione virale. Dopo circa 14 giorni si ha una una seconda viremia e il virus raggiunge le mucose e la cute, provocando la comparsa delle tipiche lesioni vescicolose. Il virus si replica infine anche a livello del sottocute dando origine a viremie subentranti e causando il pattern di pustole tipico della varicella detto a cielo stellato, a causa delle diverse viremie le pustole non hanno tutte lo stesso grado di maturazione. In questa fase il virus raggiunge anche i gangli sensitivi dove persiste in uno stato di latenza per tutta la vita dell’ospite. La patologia associata alla riattivazione è lo Zooster o fuoco di S. Antonio. L’infezione in soggetti sani è generalmente autolimitante, mentre può causare danni al feto se contratta in gravidanza. Esiste un vaccino.

Epstein-barr Virus o Herpes Virus umano 4: causa durante l'infezione primaria, quando il virus si replica nei linfociti B la Mononucleosi Infettiva, un sindrome simil-influenzale in genere autolimitante, detta anche Malattia del Bacio, in quanto si contrae per contatto con i fluidi salivari. Dopo l’infezione primaria il virus rimane latente all’interno dei linfociti B e le cellule epiteliali della mucosa prevalentemente salivare, ma si può ritrovare anche a livello delle vie genitali e nell'intestino. Durante la fase cronica dell'infezione il virus può indurre trasformazione, infatti è l’infezione da EBV è stata associata a linfoma di Burkitt, carcinoma nasofaringeo, disordine linfo-proliferativo post trapianto, disordine linfoproliferativo associato all'X, Linfoma effusivo primitivo, linfoma di Hodgkin, linfoma diffuso a grandi cellule B, carcinoma gastrico. L’infezione da EBV è stata associata anche alla sclerosi multipla e alla stomatite aftosa.

Citomegalovirus o Herpes Virus umano 5: si trasmette attraverso contatto di sangue, altri fluidi corporei o organi trapiantati, ma l’infezione può essere acquisita anche per via transplacentare. Nei soggetti immunocompetenti l’infezione può causare una sindrome simil-influenzale come nel caso dell’infezione da EBV generalmente autolimitante, mentre nei soggetti immunocompromessi è un’importante causa di morbilità e mortalità. L'infezione congenita da CMV può essere asintomatica o può causare l'aborto, nati morti o il decesso post-natale. Le complicanze comprendono danni estesi al fegato e al sistema nervoso centrale. Il sito di latenza sono i linfociti, monociti e neutrofili.

Herpesvirus umano 6 e 7: causano la Roseola infantum o VI malattia, una malattia esantematica che si presenta nei bambini tra i 6 mesi e i 2 anni di età, con sintomi quali esantemi, febbre, gonfiore attorno all'orecchio e linfonodi ingrossati. Sia durante l’infezione primaria che la latenza il virus si ritrova nei linfociti T.

Herpesvirus umano 8: è caratterizzata da un'infezione primaria con sintomi generalmente subclinici, durante la latenza può causare il sarcoma di Kaposi, generalmente in soggetti HIV positivi o immunodepressi. L'infezione da HHV8 è associata anche a linfomi primitivi (linfoma primitivo delle cavità sierose) e malattia di Castleman multicentrica (iperplasia linfoide generalizzata).

 

Diagnosi

I test sierologici ricercano gli anticorpi prodotti contro il virus: le IgM prodotte durante la prima fase dell'infezione indicano la presenza di un'infezione recente e presumibilmente in atto, non si rialzano quasi mai durante le riattivazioni; la ricerca delle IgM è un'indagine poco sensibile e specifica, ormai soppiantata dalle tecniche di Biologia Molecolare che ricercano e possono anche tipizzare e quantificare il DNA virale. La IgG, gli anticorpi prodotti nella fase tardiva dell'infezione, rimangono tutta la vita, risultando sempre positive in caso di infezione pregressa, non si rialzano mai in caso di riattivazione. Per capire quanto sia lontana nel tempo l'infezione, per alcuni Virus Erpetici sono disponibili anche i Test di Avidità della IgG: maggiore è l'Avidità, maggiore è la lontananza dell'infezione nel tempo.

Pannelli a disposizione per la ricerca molecolare (tutti i reagenti utilizzati sono provvisti di marcatura CE/IVD): Pannello virus erpetici ricerca in real time PCR quantitativa tutti e otto i virus.

Vuoi saperne di più?

>  https://www.cdc.gov/ - Centers for Disease Control and Prevention

https://www.ecdc.europa.eu/en/home - European Centre for Disease Prevention and Control

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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