Peptide C

Glicemia

L'esame della glicemia nel sangue è un test per il controllo del metaboli­smo degli zuccheri nell'organismo perché mostra la quantità di zucchero, tra­sformato in glucosio a livello dell'intestino, presente nel sangue di una per­sona

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Perché si esegue
Questo test mette in luce, principalmente, il rischio di ammalarsi di dia­bete, malattia legata proprio all'incremento della glicemia nel sangue, cioè del glucosio che circola nel sangue. In ogni momento, infatti, la concentra­zione di glucosio nel sangue deve essere costante, perché è il risultato di un equilibrio tra un processo naturale di eliminazione dal sangue del glucosio, che viene utilizzato dalle cellule come energia (la cosiddetta glicolisi o glicogenosintesi) e il processo di immissione del glucosio nel sangue attraverso il cibo (la cosiddetta gluconeogenesi o glicogenolisi). Si tratta di un test di screening, cioè di primo orientamento per il medico, a seguito del quale, se i valori del glucosio nel sangue sono elevati e, quindi, si sospetta la presenza di diabete, l'esame deve essere effettuato un seconda volta e, se il risultato è nuovamente elevato, il laboratorio è in grado, oggi, di diagnosticare il diabe­te. A volte viene, comunque, consigliato un ulteriore esame di approfondi­mento, perché in alcuni casi possono persistere situazioni dubbie (per esem­pio, la seconda volta che viene effettuato il prelievo il valore della glicemia non è elevato, ma è, comunque, troppo vicino al valore massimo).

Per avere una diagnosi certa, quindi, l'esame di approfondimento generalmente consigliato è la "curva glicemica da carico", che serve per monitorare il comportamento della glicemia dopo aver assunto 75 grammi di glucosio e dopo due ore, per verificare, successivamente all'introduzione di questo stimolo di glucosio, cosa succede nell'organismo: se si riscontrano dopo due ore livelli eccessivi di glucosio. Se la glicemia, però, risulta già alta al mattino è importante non assumere il glucosio e non continuare con l'esecuzione del­l'esame, perché potrebbe comportare complicanze. Dopo questa ulteriore indagine e se i valori sono elevati, si ha la diagnosi di "diabete conclamato". A questo punto, per tenere il diabete sotto controllo nel tempo e verificare che la terapia che viene prescritta dal medico sia corretta, è necessario effettuare ad intervalli regolari  "l'esame del glucosio a digiuno e post-prandiale", cioè un prelievo effettuato sia la mattina a digiuno, sia due ore dopo il pranzo per evidenziare come l'organismo reagisce al trattamento farmacologico o alla dieta prescritta, cioè verificare che non vi sia un aumento eccessivo dopo il pranzo della glicemia.

Un caso a parte merita, invece, il "diabete in gravi­danza". Infatti, la gravidanza stimola la produzione di glucosio nell'organi­smo che, però, può provocare complicanze nel feto, per questo è consigliato effettuare un test di screening iniziale in ogni donna in gravidanza per esclu­dere la presenza di diabete. Questo test si chiama "minicurva" e la donna in gravidanza deve effettuare il prelievo al mattino a digiuno, dopo aver assun­to 75 grammi di glucosio e dopo due ore. 

Come si fa
Si tratta di un semplice prelievo di sangue che deve essere eseguito a digiuno da almeno 12 ore, perché il glucosio viene influenzato in modo note­vole dal cibo ingerito durante la giornata. I farmaci non influiscono sull'esi­to dell'esame, ma è sempre consigliabile informare il medico affinché possa valutare in modo globale il referto. 

Risultati - Cosa significa
 

  • Se il valore del glucosio risulta più basso del normale, la cosiddetta ipoglicemia, le cause potrebbero essere legate ad uno "stile di vita" non del tutto corretto, riconducibile ad una cattiva alimentazione, a un digiuno eccessivamente prolungato, a iperattività muscolare o ad abuso di alcol. Tra le cause legate, invece, strettamente all'organismo e, quindi, a possibili malattie, vi possono essere il malassorbimento dei carboidrati, alcuni deficit enzimatici (la cosiddetta glicogenosi) e i tumori del pan­creas, che produce insulina (un ormone che svolge un ruolo fondamen­tale nel metabolismo degli zuccheri e dei grassi) in eccesso. 
  • Se il valore del glucosio risulta più alto del normale, cosiddetta iperglicemia, la causa principale è il diabete (si è carenti di insulina). Esistonodue tipi di diabete: 
  1. Diabete I, insulino-dipendente, in passato chiamato diabete "giovanile", in cui si evidenzia una insufficienza di insulina che determina alti livelli di glicemia nel sangue. Per il trattamento di questo diabete occorre ricorrere a somministrazione farmacologica di insulina per evitare, a lungo andare, di andare incontro a complicanze quali malattie degli occhi, dei reni, delle vene e del cuore. 
  2. Diabete II, insulino-indipendente, in passato chiamato diabete "senile", caratterizzato da livelli di glicemia non eccessivamente elevati, in cui, però, la produzione di insulina è difettosa, anche se non carente. Questo tipo di diabete si riscontra soprattutto nelle persone in sovrappeso o durante la vec­chiaia.


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